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In quarant'anni di attività l'azienda di
via Stretta ha esportato gli impianti in 27 Paesi di cinque continenti
Buffoli, 700 transfer nel mondo L'azienda fattura 15 milioni di euro (per il 95% all'export) |
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| Settecento transfer installate in 27 Paesi di cinque Continenti in 50 annidi attività. La Buffoli di Brescia fa parte della pattuglia bresciana che ha fatto della macchina transfer la vera eccellenza di una tecnologia meccanica riconosciuta e affermata a livello mondiale. Se c'è un comparto dove l'aggettivo "mondiale" non è affatto esagerato ma del tutto giustificato, è la nicchia delle macchine transfer a tavola rotante. Aziende medie o medio-piccole - come la Buffoli con i suoi 40 dipendenti e 15 milioni di euro di fatturato di cui il 95% all'export - che hanno saputo imporsi sui mercati internazionali rimanendo realtà efficienti e competitive e conservando le rispettive quote di mercato. Una ulteriore conferma di questa cultura tecnologica viene dalla open house che la Buffoli organizza dal 16 dicembre al 18 gennaio 2003 per presentare i nuovi centri brevettati di tornitura e fresatura multi-tasking. Si tratta di due transfer, la Trans-Bar (multimandrini flessibili da barra statica) e la Omni-Turn (centri di tornitura multipli integrati in macchine transfer) concepite per combinare produttività e flessibilità. La Omni-Turn è completamente innovativa poichè combina, in una macchina integrata con un unico punto di carico e scarico, una tavola rotante a stazioni multiple con una cella in cui sono presenti da 3 a 5 torni verticali; la Trans-Bar è un flessibile multimandrino a controllo numerico, prodotto dalla Buffoli dal 1981 e installato prevalentemente in Nordamerica e Nord Europa, la cui estrema versatilità è alla base del recente successo anche sul mercato italiano - e bresciano in particolare. Macchine che consentono produzioni just in time, vale a dire la possibilità di produrre pezzi finiti in pochi secondi in lotti da 1000 a 10mila pezzi, con riattrezzamento da 15 a 60 minuti. Di qui il mix produttività-flessibilità, caratteristiche che oggi fanno la differenza. "La produzione di massa - dice Francesco Buffoli, direttore marketing - conosce una identica evoluzione in tutto il mondo industrializzato: da una parte riduzione dei lotti e incremento delle varianti, dall'altra reattività e competitività, tutto ovviamente nella qualità totale; si tratta di trovare la combinazione migliore tra precisione, rapidità e versatilità per soddisfare le esigenze del cliente con soluzioni chiavi in mano". Transfer, spiega Buffoli, significa creatività, che applicata alla tornitura vuol dire soluzioni alternative al concetto di tornio nel senso di un salto di qualità tecnologica. Il risultato della ricerca è il dimezzamento dei tempi di lavoro e di riattrezzamento, per consentire alla clientela di gestire con successo la crescente varietà e variabilità dei loro prodotti. Tra i settori di applicazione delle macchine realizzate in via Stretta - macchine transfer a tavola rotante, macchine di tornitura da barra statica, transfer, torni verticali integrati, celle di lavorazioni flessibili - rivestono particolare importanza l'automobile, gli elettrodomestici, il valvolame e la raccorderia. "Non c'è più il pezzo singolo ma famiglie di pezzi - prosegue Buffoli - per ciò l'economia di tempo deve accompagnarsi alla versatilità della macchina: alla prossima open house puntiamo sul mercato della tornitura, dove c'è meno evoluzione e quindi maggiore opportunità di crescita, in un'ottica di diversificazione del prodotto". La Buffoli Transfer non è solo un'azienda familiare, è una famiglia aziendale le cui funzioni e competenze sono perfettamente distribuite. Alla guida c'è sempre il fondatore e attuale presidente, Mario Buffoli; con il presidente collaborano il fratello Sergio e i loro figli Edoardo (direzione tecnica), Francesco (marketing) ed Emanuela (finanza e amministrazione). | ||
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