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Il sig. Eichisky, presidente e
direttore generale della SIB, dice: "Tenuto conto delle dimensioni
dei lotti, della durata di vita dei prodotti, delle condizioni di
lavoro, ci siamo orientati con successo verso la soluzione della macchina
transfer a singola o doppia barra". "Comparativamente,
un transfer, mediamente, equivale a circa quattro torni pluri-mandrino
meccanici. Ciò è decisivo se si pensa che l'investimento
finanziario è praticamente uguale a quello di un moderno tornio
pluri-mandrino". La soluzione scelta rafforza incontestabilmente
la competitività dell'azienda, tenuto conto dei limitati
margini, ma anche delle capacità di investimento e principalmente
del fattore superficie.
Ma non è tutto; i tempi morti, come quelli per il cambio
pezzi, sono stati praticamente ridotti di un terzo rispetto alle macchine
esistenti. Il ritorno del capitale investito risulta dunque considerevolmente
più veloce, se si tiene conto di tutti questi fattori di produttività.
"D'altra parte, spiega M. Kieffer, il capo del reparto tempi
e metodi, non è da trascurare il fattore utensile rotante
che permette una migliore adattabilità alle condizioni di taglio,
senza dimenticare il confort di utilizzazione dell'operatore, specialmente
per quanto riguarda il fattore rumore". La qualità della
lavorazione è ottimale grazie alla indipendenza delle stazioni
di lavoro, al perfetto serraggio coassiale dei pezzi e alla possibilità
di lavorare 4 o più facce del pezzo. Analogamente i transfer
possono lavorare producendo 1, 2 o 4 pezzi per ciclo.
Grazie a un controllo numerico ottimizzato per le operazioni
di tornitura, l'istruzione e la modalità di utilizzo della
macchina vengono acquisiti rapidamente dagli operatori. "Siamo
stati rapidamente operativi, grazie a una formazione tanto rapida
quanto efficace che non ha uguali nella formazione tradizionale",
conferma M. Eichisky.
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